
Lilly lascia i romanzi a metà. Non quelli che legge, quelli che scrive (o meglio che non scrive). Come un sacco di gente, parte in quinta convinta di poter fare la scrittrice nelle pause pranzo, poi puntualmente molla. Fin qui tutto normale, solo che lei tiene le pagine bianche, quelle intonse, quelle che dovevano essere i metri prima del traguardo, le tiene là e contempla affascinata, in una sera nostalgica, la propria vita andata in una direzione che forse è quella sbagliata.
Edoardo si innamora di Lilly un giorno che la vede sorridere. Sorridere non a lui, a se stessa. Molti, moltissimi anni dopo averla sposata, Edoardo guarda sua moglie Lilly sorridere della propria forza interiore ritrovata e si scopre incapace di pensare una vita senza di lei.
Jenny odia suo padre, sua madre, quell’amica che però non è proprio sicura di odiarla magari la invidia solo, il tipo che non se la fila, la prof di latino che le mette 4 giusto quando il tipo ha deciso di iniziare a filarsela e ovviamente se stessa. Del resto Jenny è un’adolescente grassoccia, brava a scuola e di famiglia borghese, quindi davvero non capisco cosa pretendiate. Ad un certo punto vuole andare a Londra, perché c’è una svolta nel personaggio e vorrebbe fare una cosa tipo quella di Lilly che sorride (e Edoardo che si innamora e così via) ma se proprio volete sapere la mia opinione, ci vuole andare perché a Londra le ragazze sono mediamente più grasse.
Tharyn canticchia gli Smiths. No, non quella last night I dreamed that somebody loved me, no hope, no harm, just another fals alarm. Di Tharyn si innamorano tutti al primo sguardo. No, nemmeno quella because it’s not my home and I’m welcome no more. Tharyn è sempre la benvenuta dappertutto.
Lei canticchia a dreaded sunny day, so I met you ad the cemetry gates ed io che stavo lì a leggere mi sono messa a piangere per essere stata investita tutta d’un colpo dalla consapevolezza di una cosa, del personaggio, della storia, del libro, una cosa che è tipo Lilly che sorride e Edoardo che si innamora e Jenny che dice quasi quasi vado a Londra. Non ve lo spiego cosa, vi dico solo che se non le avete lette, quelle 140 pagine scarse di libro in cui Tharyn fa cose che poi diventano un cantare Cemetry gates degli Smiths, dovreste leggerle. Poi magari voi non piangete e non ricominciate a leggere di nuovo dalla prima pagina, non faccio promesse, a me è successo, ma del resto io sono una che quanto canticchia, di solito, canticchia gli Smiths._______________________________________



